(Following the appeal by several members of the Popolo della Libertà party for clemency to be granted to Silvio Berlusconi) The demand for clemency, … - Ferruccio de Bortoli

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(Following the appeal by several members of the Popolo della Libertà party for clemency to be granted to Silvio Berlusconi) The demand for clemency, which is granted exclusively by the head of state and is strictly regulated by law, resembles an irregular and disorderly motion, undue pressure, useless in substance, dangerous in form, which would give the world the unpleasant impression that deliberate acts – which by their nature are decided with a cool head and at a distance from events (otherwise they would sound like a delegitimisation of the judiciary) – are possible by breaking down doors at the Quirinal Palace.

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About Ferruccio de Bortoli

q:it:Feruccio De Bortoli (born 1953), Italian journalist.

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La prima cosa da dire è che non ci meritiamo la sfiducia dei mercati. Non se la meritano le famiglie, che lavorano e risparmiano più della media europea. Non se la meritano le imprese, il cui export cresce allo stesso ritmo di quelle tedesche. Se la meriterebbe la politica che inganna i cittadini facendo finta di tagliare le proprie spese per poi andare in ferie, scandalosamente, fino al 12 settembre.

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Con il tempo, cari lettori, ho imparato che i giornali devono essere scomodi e temuti per poter svolgere un'utile funzione civile. Scomodi anche quando sono moderati ed equilibrati come il Corriere. La verità è che i bravi giornalisti spesso ne sanno di più di coloro che vorrebbero zittirli. In questo Paese, di modesta cultura delle regole, l'informazione è considerata da gran parte della classe dirigente un male necessario. Uno dei tanti segni di arretratezza. Piaccia o no, le notizie sono notizie. I fatti sono i fatti, anche quando smentiscono le opinioni di chi scrive. E le inchieste sono un dovere civile, oltre che professionale. Perché le democrazie si nutrono di trasparenza e confronto, di attenzione e rispetto. Dove c'è trasparenza c'è riconoscimento del merito, concorrenza e crescita. Nell'opacità si regredisce. Una società democratica non deperisce solo se ha un’opinione pubblica avvertita e responsabile, alla quale – come diceva Luigi Einaudi, collaboratore del Corriere e presidente della Repubblica – devono essere forniti gli ingredienti utili per scegliere. Non solo nelle urne ma nella vita di ogni giorno. Conoscere per deliberare. L'opinione pubblica, architrave di una democrazia evoluta, è composta da cittadini con spirito critico non da sudditi che se le bevono tutte. E le opinioni vanno rispettate. Tutte.

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