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" "Paul VI told me that the prayer he recited every morning was: “My God, call me back to You, call me back to You, I can't take it anymore”. I believe that all popes recite this prayer, even John Paul II.
Jean Guitton (1901 - 1999), French philosopher.
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L’intenzione di Paolo VI a riguardo della liturgia, a riguardo della volgarizzazione della messa, era di riformare la liturgia cattolica così che coincidesse pressappoco con la liturgia protestante … con la Cena protestante». E più avanti: « … ripeto che Paolo VI ha fatto tutto ciò che era in suo potere per avvicinare la messa cattolica – al di là del Concilio di Trento - alla Cena protestante. Aiutato particolarmente da mons. Bugnini, che non ha goduto sempre della sua fiducia su questo punto. [...] Naturalmente io non ho assistito alla Cena calvinista, ma ho assistito alla messa di Paolo VI. E la messa di Paolo VI si presenta per prima cosa come un banchetto, non è vero? e insiste molto sull’aspetto della partecipazione ad un banchetto, e molto meno sulla nozione di sacrificio, di sacrificio rituale, in faccia a Dio, mentre il sacerdote mostra solo le spalle. Allora non credo di ingannarmi dicendo che l’intenzione di Paolo VI e della nuova liturgia che porta il suo nome, è di chiedere ai fedeli una più grande partecipazione alla messa, è di dare un posto più grande alla Sacra Scrittura e un posto meno grande a tutto ciò che in essa vi è, alcuni dicono “di magico”, altri “di consacrazione consustanziale”, [correggendosi] transustanziale, e che è la fede cattolica. In altre parole, c’è in Paolo VI l’intenzione ecumenica di cancellare – o almeno di correggere, di attenuare – ciò che c’è di troppo “cattolico”, in senso tradizionale, nella Messa, e di avvicinare la Messa cattolica – lo ripeto – alla messa calvinista.