Love is enough: though the World be a-waning And the woods have no voice but the voice of complaining, Though the sky be too dark for dim eyes to dis… - William Morris

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Love is enough: though the World be a-waning And the woods have no voice but the voice of complaining, Though the sky be too dark for dim eyes to discover The gold-cups and daisies fair blooming thereunder, Though the hills be held shadows, and the sea a dark wonder, And this day draw a veil over all deeds passed over, Yet their hands shall not tremble, their feet shall not falter; The void shall not weary, the fear shall not alter These lips and these eyes of the loved and the lover.

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About William Morris

William Morris (24 March 1834 – 3 October 1896) was a British textile designer, poet, novelist, translator, and socialist activist associated with the British Arts and Crafts Movement.

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Alternative Names: William M. Morris
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Additional quotes by William Morris

Je n'accepterai point d'endosser l'habit rouge du soldat ni qu'on m'envoie tirer sur mon ami français, allemand ou arabe dans une querelle dont le sens m'échappe : je me rebellerai plutôt. Je n'accepterai pas non plus de gaspiller mon temps et mon énergie à fabriquer un colifichet dont je sais que seul un imbécile en voudra : je me rebellerai plutôt.

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Naturalmente questa invasione della campagna creò da principio complessi problemi di organizzazione, che avrebbero portato a un'enorme miseria, se il popolo fosse stato ancora schiavo del monopolio di classe. Ma così come stavano le cose, la situazione si assestò presto da sola. Una per una le persone scoprirono quali erano i loro interessi e rinunciarono a imporsi occupazioni in cui non avrebbero assolutamente potuto riuscire. È vero che la città invase la campagna, ma gli invasori, come gli antichi guerrieri, si lasciarono influenzare dal nuovo ambiente e si trasformarono in agricoltori; diventando poi più numerosi dei cittadini, a loro volta finirono per influenzare anche questi ultimi; così la differenza fra campagna e città si attenuò sempre di più. E fu proprio questo mondo agricolo, vivificato dal pensiero e dall'attività della gente di città, che permise il sorgere di questa vita serena, agiata ma produttiva, di cui voi stesso avete avuto una prima esperienza. Come vi ripeto, abbiamo compiuto molti errori, ma col tempo siamo riusciti a correggerli. Ai tempi della mia infanzia la gente doveva ancora lavorare parecchio. Le idee mature della prima metà del secolo XX, quando gli uomini erano ancora ossessionati dal terrore della miseria e non sapevano apprezzare, come noi oggi, i piaceri della vita di tutti i giorni, distrussero molte delle bellezze ambientali che ci erano state lasciate dall'epoca del commercio; e devo ammettere che gli uomini si risollevarono solo molto lentamente dai danni che essi stessi si erano procurati, anche dopo aver conquistato la libertà. Ma per quanto lentamente, la guarigione venne, doveva venire; e più ci conoscerete, più vi accorgerete di quanto noi oggi siamo felici: viviamo circondati dalla bellezza senza alcun timore di diventare rammolliti, siamo sempre impegnatissimi e la cosa ci riempie di gioia. Che cosa si potrebbe domandare di più dalla vita?

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