After the great times of John Paul II, who gave us a vision of a universal Church capable of breaking down walls, and after Benedict XVI, who spoke t… - Fernando Filoni

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After the great times of John Paul II, who gave us a vision of a universal Church capable of breaking down walls, and after Benedict XVI, who spoke to us about God in a profound and accessible way, Pope Francis has offered a synthesis of these two visions. I believe that we cannot fail to continue along this line. However, each Pope interprets Peter's mandate in his own original way, listening to his brothers gathered in the Conclave, who bring with them the experiences of their Churches and cultures. [...] The new pontiff will have to strengthen the unity of the Church. He will have to intensify ecumenical relations and interreligious dialogue. And then there is the methodology: the Church has walked on a path of synodality, collegiality and appreciation of episcopal conferences. I believe that this path must be consolidated. The new pope is called to walk among his people, but keeping in mind the realities of those who are ahead, those who are behind, and those who are on the right and on the left.

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About Fernando Filoni

Fernando Filoni (15 April 1946 –) is a Cardinal prelate of the Catholic Church who serves as Grand Master of the Equestrian Order of the Holy Sepulchre.

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Additional quotes by Fernando Filoni

Saddam Hussein era un sunnita e la minoranza islamica sunnita - minoranza consistente - aveva di fatto in mano il potere. Gli sciiti no, anzi erano stati conculcati soprattutto nel Centro-sud. Dunque nel momento in cui è caduto il regime di Saddam, la prima cosa è stata che gli sciiti hanno preso il potere. Per cui, tra gli alleati che avanzavano e facevano cadere il potere del regime e gli altri che non si sapeva come avrebbero reagito, regnava l’anarchia. Ogni giorno c’erano attentati, non militari ma da parte di chi cercava di prendere il potere o comunque trarre vantaggio per rubare. Fu un periodo di incendi enormi, di vittime: solo perché uno passava con una macchina gliela rubavano… C’era il caos, non si sapeva chi comandava, erano scomparsi i militari, i vigili, non c’era nessun tipo di autorità a controllare. Tutti ricordano i saccheggi dei ministeri, tranne di uno che fu subito presidiato: quello del petrolio. Ricordo bene come una delle cose più terribili fu il saccheggio dei musei, dove scomparvero migliaia di opere d’arte. Anche i militari americani le portavano via e infatti furono poi trovate nei loro zaini. Fu terribile pure l’incendio dell’immensa Biblioteca di Baghdad. Per 2-3 giorni ha piovuto cenere sulla città. È stato uno scempio inaccettabile: colpire pure le biblioteche significava colpire la storia, la vita di un popolo, oltre al fatto che tutta l’umanità viene privata di beni dal valore incalcolabile.

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Dopo i grandi tempi di San Giovanni Paolo II, che ci ha dato una visione di Chiesa universale capace di abbattere muri, e dopo Benedetto XVI, che ci ha parlato di Dio in modo profondo e accessibile, papa Francesco ha offerto una sintesi di queste due visioni. Credo che non si possa non proseguire su questa linea. Tuttavia, ogni Papa interpreta con originalità il mandato di Pietro, ascoltando i confratelli riuniti in Conclave, che portano le esperienze delle loro Chiese e culture. [...] Il nuovo pontefice dovrà rafforzare l'unità della Chiesa. Intensificare le relazioni ecumeniche e il dialogo interreligioso. E poi, c'è la metodologia: la Chiesa ha camminato su un binario di sinodalità, della collegialità e di valorizzazione delle conferenze episcopali. Credo che questa strada vada consolidata. Il nuovo papa è chiamato a camminare in mezzo al suo popolo, però tenendo presente le realtà di chi sta avanti, di chi sta dietro. E di chi sta a destra e a sinistra.

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