[Papa Francesco ha lasciato] un'eredità immensa, ha messo al centro della Chiesa il Vangelo di Gesù Cristo. [...] Ho letto nel suo testamento che ha offerto tutte le sue sofferenze al Signore per la pace. [...] [Il successore] eredita una Chiesa all'interno della quale papa Francesco aveva avviato, aveva aperto diversi processi, processi che meritano di essere approfonditi, di essere ulteriormente accompagnati. È stato uno dei pilastri dell'insegnamento di papa Francesco: piuttosto che occupare spazi, avviare processi. Lui ne ha avviati davvero tanti e speriamo che il suo successore possa accompagnare questi processi per la riforma missionaria della Chiesa. [...] La storia ci insegna che ogni previsione [sulla durata del conclave] rischia di infrangersi perché, in realtà, chi guida la Chiesa è lo Spirito Santo; chi guida il conclave, è lo Spirito Santo. Quindi, i tempi li detterà lo Spirito Santo e noi ci affidiamo a Lui.

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According to recent research (March 2025) carried out by Sapienza University of Rome and promoted by the Mayor of Rome, Prof. Roberto Gualtieri, and the City Councillor for Heritage and Housing Policy, Dr. Andrea Tobia Zevi, “An approximate total of around 114,000 households can therefore be estimated as being in a fragile housing situation in Rome and, therefore, overexposed to the risk of serious housing hardship.” This total includes “households in situations of serious emergency, identified as special populations: around 22,000 families”. All this in the presence of approximately 160-200,000 empty and unused private apartments! The problem is complex and has deep roots. It certainly does not help to note that in certain large suburban areas, there are reports of publicly owned dwellings that are uninhabited and awaiting allocation, These are easily exposed to possible squatting, often colluding with criminal activities in the area, such as drug dealing and prostitution. They are sometimes in poor condition, in need of structural renovation, or have many architectural barriers or non-functioning lifts, which isolate the many elderly people who live there alone and many disabled people.
Meanwhile, “short-term” rentals are rampant, yielding much higher returns for landlords than “long-term” rentals, i.e. regular rental contracts, and are disrupting the social fabric of many neighbourhoods, not only in the centre. In July 2024, the Istat report indicated that in ten years, the resident population in the First Municipality had fallen by 38%, i.e. more than 20,000 people had moved elsewhere. Meanwhile, the number of short-term rentals on the web reached 35,000, including holiday homes and mini-apartments, without taking into account the irregular market.

[Pope Francis has left] an immense legacy, placing the Gospel of Jesus Christ at the centre of the Church. [...] I read in his will that he offered all his sufferings to the Lord for peace. [...] [His successor] inherits a Church within which Pope Francis had initiated and opened up various processes, processes that deserve to be deepened and further accompanied. This was one of the pillars of Pope Francis' teaching: rather than occupying spaces, initiate processes. He initiated so many, and we hope that his successor will be able to accompany these processes for the missionary reform of the Church. [...] History teaches us that any prediction [about the duration of the conclave] is likely to be wrong because, in reality, it is the Holy Spirit who guides the Church; it is the Holy Spirit who guides the conclave. Therefore, the Holy Spirit will dictate the timing, and we entrust ourselves to Him.

Domanda: In questo senso come inquadrare la decisione del Papa di eliminare il settore centro della diocesi? Risposta: Non parlerei di eliminazione, ma partirei da Evangelii gaudium e da uno dei principi più cari a papa Francesco in questi 11 anni: la Chiesa in uscita. Se in questa Chiesa in uscita non siamo capaci di rivedere l’organizzazione territoriale non si capisce come viviamo questa missione. L’idea del Papa è quella di una maggiore interazione tra le periferie e il centro. Le parrocchie del centro non possono non avvertire i disagi delle periferie, così come le periferie non possono non partecipare della bellezza del centro. Quindi più che eliminare il centro, io direi integrare i settori della diocesi, includendo anche il centro.

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Secondo la recente ricerca (marzo 2025), realizzata dalla Università Sapienza di Roma e promossa dal Sindaco di Roma, il prof. Roberto Gualtieri e dall’Assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative della Città, il dr. Andrea Tobia Zevi, “Un totale approssimativo di circa 114.000 nuclei familiari può quindi essere stimato come in condizione di fragilità abitativa a Roma e, pertanto, sovraesposto al rischio di grave disagio abitativo.” In questo totale, si trovano “i nuclei in conclamate situazioni di grave emergenza, identificati come popolazioni speciali: circa 22.000 famiglie”. Tutto ciò in presenza di circa 160-200.000 appartamenti privati vuoti e non utilizzati! Il problema è complesso ed ha radici lontane. Certo non aiuta minimamente rilevare come proprio in certe grandi aree periferiche, venga segnalato la presenza di abitazioni di proprietà pubblica che risultano non abitate e in attesa di assegnazione, facilmente esposte a possibili occupazioni abusive spesso colluse con le attività criminali presenti nel territorio, quali spaccio e prostituzione, a volte in pessime condizioni di manutenzione, di idonea riqualificazione strutturale degli edifici o con molte barriere architettoniche o con impianti degli ascensori non funzionanti che isolano soprattutto le molte persone anziane che vi vivono da sole e tante persone disabili.
Nel frattempo, dilagano gli affitti “brevi” che rendono molto di più ai proprietari, rispetto agli affitti “lunghi”, cioè ai regolari contratti di affitto e che stanno stravolgendo il tessuto sociale di molti quartieri, non solo quelli centrali. A luglio 2024 il dossier dell’Istat segnala che in dieci anni, la popolazione residente nel I Municipio è scesa del 38%, cioè di oltre 20.000 persone trasferitesi altrove. Nel mentre sul web l’offerta di affitti brevi arriva a 35.000 tra case vacanza e miniappartamenti, senza considerare il mercato irregolare.