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"Mi appellai ad alcuni capi di Frenetici i quali, secondo le mie indicazioni, si sono messi a organizzare la distruzione dei giovani. Il metodo è molto semplice: si prendono i bambini nel momento in cui la loro intelligenza non è ancora sviluppata, in cui le loro passioni obbediscono ancora al minimo stimolo; li si fa vivere intruppati, vestiti e armati in modo uniforme e, grazie a discorsi magici e a esercizi fisici collettivi di cui noi possediamo il segreto, diamo loro quello che noi chiamiamo il "culto dell'ideale comune": è una devozione assoluta a un personaggio sbraitante e autocratico, o a un certo modo di vestire, o a qualche parola d'ordine, o a una certa combinazione di colori, poco importa. Ci basta allora di aver qui due gruppi opposti (o più di due, ma preferibilmente in numero pari) di giovani mantenuti in questa tensione sentimentale; l'unica precauzione da prendere è di non lasciare al loro cervello il tempo di funzionare, ma è facile. Allora (mi capite?) quando sono al punto giusto, li si lascia andare gli uni contro gli altri... e, dopo, si può respirare per un po'. Nello stesso tempo, ciò occupa e arricchisce i fabbricanti e i mercanti di uniformi e di armi e gli autori di esortazioni all'ecatombe, uno dei quali scriveva recentemente: "Un giovane che non è ucciso nel fiore dell'età, non è più un giovane, ma un futuro vecchio". (151)"
René Daumal (March 16, 1908 – May 21, 1944) was a French writer, philosopher and poet.
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I've got a couple of other ideas. For instance, about the viscosity of sound. Sounds spread over surfaces, slide across polished floors, flow in gutters, pile up in corners, snap on ridges, fall like rain on mucous membranes, swarm on plexuses, flame up on body hair, and flutter on skin like warm air over summer fields. There are aerial battles where sound waves bounce back on themselves, start spinning and whirl between heaven and earth, like the indestructible regret of the suicide, who halfway down from the sixth floor all of a sudden no longer wants to die any more. There are words which do not reach their mark and roll up into roving balls, swollen with danger, like lightning does sometimes when it fails to find its target. There are words which freeze...
I am dead because I have no desire,
I have no desire because I think I possess,
I think I possess because I do not try to give;
Trying to give, I see that I have nothing,
Seeing that I have nothing, I try to give myself,
Trying to give myself, I see that I am nothing,
Seeing that I am nothing, I desire to become,
Desiring to become, I live.