Advanced Search Filters
Filter search results by source, date, and more with our premium search tools.
" "Ut conclave sine libris ita corpus sine anima
Marcus Tullius Cicero (3 January 106 BC – 7 December 43 BC), infrequently known by the anglicized name Tully in the Middle Ages and after, was a Roman philosopher, politician, lawyer, orator, political theorist, consul and constitutionalist. He came from a wealthy municipal family of the Roman equestrian order, and is widely considered one of Rome's greatest orators and prose stylists.
Biography information from Wikiquote
Advanced Search Filters
Filter search results by source, date, and more with our premium search tools.
Related quotes. More quotes will automatically load as you scroll down, or you can use the load more buttons.
Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Quam diu etiam furor iste tuus nos eludet? Quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?
(When, O Catiline, do you mean to cease abusing our patience? How long is that madness of yours still to mock us? When is there to be an end of that unbridled audacity of yours, swaggering about as it does now?)
Works in ChatGPT, Claude, or Any AI
Add semantic quote search to your AI assistant via MCP. One command setup.
"Una sola offesa si deve completamente eliminare per conservare nell'amicizia l'utilità e la fiducia: infatti gli amici spesso si devono ammonire e rimproverare e questo deve essere accettato amichevolmente quando viene fatto con affetto. Ma, non so come, è vero quello che dice il mio amico nell'"Andria": "L'adulazione genera amici, la verità odio". Dannosa è la verità, se da lei nasce l'odio che è il veleno dell'amicizia, ma l'adulazione è molto più dannosa perché, essendo indulgente con gli errori, lascia che l'amico precipiti in rovina; grandissima è la colpa di chi disprezza la verità ed è spinto all'inganno dall'adulazione. [...] Non c'è più da sperare salvezza per chi abbia le orecchie tanto chiuse alla verità da non poter sentire il vero da un amico. [...] Ed è assurdo proprio questo, che quelli che vengono rimproverati non provano quel dispiacere che dovrebbero provare, ma provano proprio quello che non dovrebbero; infatti non si dolgono di aver sbagliato, sopportano di malanimo di essere rimproverati mentre sarebbe stato necessario il contrario, cioé addolorarsi delle colpe e godere della correzione."