Era la notte allor ch'alto riposo
Han l'onde e i venti, e parea muto il mondo,
Gli animai lassi, e quei che 'l mare ondoso,
O de' liquidi laghi alberga il fondo,
E chi si giace in tana, o in mandra ascoso,
E i pinti augelli nell’oblio giocondo
Sotto il silenzio de' secreti orrori
Sopían gli affanni, e raddolciano i cori.
Reference Quote
ShuffleSimilar Quotes
Quote search results. More quotes will automatically load as you scroll down, or you can use the load more buttons.
Now was it night, when in deepe rest enrol'd
Are waves and windes, and mute the world doth show
Weari'd the beasts, and those that bottome hold
Of billow'd sea, and of moyst streames that flow,
And who are lodged in cave, or pen'd in fold,
And painted flyers in oblivion low,
Under their secret horrours silenced,
Stilled their cares, and their harts suppelled.
«Noi ci volgiamo all'Oriente in cerca di una saggezza che non useremo, e al dormiente in cerca del segreto che non scopriremo. E allora vi chiedo: com'è la notte, la notte terribile? L'oscurità è il rifugio dove va ad appollaiarsi il cuore dell'amata, ed è l'uccello notturno che gracchia contro il suo spirito e il vostro, lasciando cadere in mezzo a voi l'orrenda estraneità delle sue viscere. Il gocciolio delle vostre lacrime è il suo pulsare implacabile. Gli abitanti della notte non seppelliscono i loro morti, la creatura mondata del guscio dei suoi gesti essi l'appendono al collo a voi, sveglia, che siete la loro beneamata. E dovunque andiate, la creatura vi seguirà, voi coi vostri vivi, l'amata coi suoi morti, e non morirà mai, verso la luce del giorno, verso la vita, verso il dolore, fino a che non sarete entrambe carogne.»
Works in ChatGPT, Claude, or Any AI
Add semantic quote search to your AI assistant via MCP. One command setup.
[Sonetto XXIII]
Lasso! per forza di molti sospiri,
che nascon de’ penser che son nel core,
li occhi son vinti, e non hanno valore
di riguardar persona che li miri.
E fatti son che paion due disiri
di lagrimare e di mostrar dolore,
e spesse volte piangon sì, ch’Amore
li ’ncerchia di corona di martìri.
Questi penseri, e li sospir ch’eo gitto,
diventan ne lo cor sì angosciosi,
ch’Amor vi tramortisce, sì lien dole;
però ch’elli hanno in lor li dolorosi
quel dolce nome di madonna scritto,
e de la morte sua molte parole.
A ciascun’alma presa e gentil core
Nel cui cospetto ven lo dir presente,
In ciò che mi rescrivan suo parvente,
Salute in lor segnor, cioè Amore.
Già eran quasi che atterzate l’ore
Del tempo che onne stella n’è lucente,
Quando m’apparve Amor subitamente,
Cui essenza membrar mi dà orrore.
Allegro mi sembrava Amor tenendo
Meo core in mano, e ne le braccia avea
Madonna involta in un drappo dormendo.
Poi la svegliava, e d’esto core ardendo
Lei paventosa umilmente pascea:
Appresso gir lo ne vedea piangendo.
Come lieta appare la terra a chi nuota
se Poseidone infranta gli abbia la nave
urtata dal vento e dall'onde furiose, e pochi
sfuggirono al mare nuotando e toccaron la riva,
e molta e densa salsedine incrosta la pelle,
e scampati da morte a terra vengon allegri:
similmente apparve alla donna caro il marito.
[Sonetto X]
Amore e ’l cor gentil sono una cosa,
sì come il saggio in suo dittare pone,
e così esser l’un sanza l’altro osa
com’alma razional sanza ragione.
Falli natura quand’è amorosa,
Amor per sire e ’l cor per sua magione,
dentro la qual dormendo si riposa
tal volta poca e tal lunga stagione.
Bieltate appare in saggia donna poi,
che piace a li occhi sì, che dentro al core
nasce un disio de la cosa piacente;
e tanto dura talora in costui,
che fa svegliar lo spirito d’Amore.
E simil face in donna omo valente.
Loading more quotes...
Loading...