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" "Es que desde que la vi, no sé cómo ni por qué, ocupa usted un lugar en mi vida; es que por más que alejo su imagen de mi pensamiento, ella sigue volviendo a mí; es que hoy, cuando la encontré, después de dos años sin verla, ha adquirido un ascendiente mucho mayor sobre mi corazón sobre mi mente; finalmente es que ahora que me ha recibido, que la conozco, que sé todo lo que hay de extraño en usted, se me ha vuelto indispensable, y que me volvería loco, no solo si no me amara, sino también si no me dejara amarla.
Alexandre Dumas (July 27, 1824 – November 27, 1895) was a popular French novelist and playwright, best known for his novel and play, La Dame aux camélias. The word fils (son) is usually added to his name to distinguish him from his father, Alexandre Dumas, père.
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"Essere amato da una fanciulla casta, rivelarle per primo lo strano mistero dell'amore, è certamente una grande gioia, ma è anche la cosa più usuale del mondo. Impadronirsi di un cuore che non è abituato agli assalti è come entrare in una città aperta, senza presidi. L'educazione, il senso del dovere e della famiglia, sono validissime sentinelle, ma non c'è sentinella abbastanza vigile che non possa essere ingannata da una fanciulla di sedici anni, alla quale, attraverso la voce dell'uomo amato, la natura dà quei primi consigli d'amore tanto più ardenti in quanto apparentemente puri.
Più la fanciulla crede al bene, più facilmente si abbandona, se non all'amante, almeno all'amore, perché, essendo senza diffidenza, è senza forza, e farsi amare da lei è un trionfo che ogni uomo di venticinque anni può ottenere tutte le volte che vuole.
[...] Ma essere amato da una cortigiana è una vittoria molto più difficile. In loro, il corpo ha logorato l'anima, i sensi hanno guastato il cuore, la sregolatezza inaridito i sentimenti. Le parole che diciamo loro, le conoscono da tempo, il nostro comportamento è cosa già nota, lo stesso amore che ispirano, l'hanno più volte venduto. Amano per mestiere, e non per trasporto. Sono difese meglio dai loro calcoli che una vergine dalla madre o dal convento: così hanno inventato la parola capriccio per quegli amori non venali che si concedono ogni tanto come riposo, come scusa o come consolazione; simili a quegli usurai che depredano mille persone, e che credono di riscattarsi prestando una volta venti franchi a un povero diavolo che muore di fame, senza interessi e senza ricevuta.
Poi, quando Dio permette l'amore a una cortigiana quest'amore, che inizialmente sembra un perdono, diventa quasi sempre, per lei, un castigo. Non c'è assoluzione senza penitenza. Quando una creatura, che ha da rimproverarsi un intero passato, si sente improvvisamente presa da un amore profondo, sincero, irresistibile, di cui non si sarebbe mai creduta capace; quand