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" "If we base coexistence on human rights, then we all have the same rights. The Middle East belongs to everyone because of its ancient culture and civilization. We are indebted to it. Also, from the Christian point of view, here took place Jesus’ life, that of the prophets, of the primitive Church that had great vitality for centuries. The Christian presence, even in its multiform expressions, is important. The logic of making these communities disappear is like making life disappear and preparing a desert, an impoverished environment. For millennia, the presence of so many religious, ethnic and cultural expressions has enriched this region. Of course, it is not like persecution never got the better of civil coexistence there in the past — far from it! But we ask ourselves: Must we continue with that logic? Have we learned nothing from history and from the suffering of millions of people? Is it still necessary to resort to the logic of oppression? Why should the riches of that region make envy, jealousy, oppression prevail instead of development, sharing and peaceful coexistence?
Fernando Filoni (15 April 1946 –) is a Cardinal prelate of the Catholic Church who serves as Grand Master of the Equestrian Order of the Holy Sepulchre.
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Saddam Hussein era un sunnita e la minoranza islamica sunnita - minoranza consistente - aveva di fatto in mano il potere. Gli sciiti no, anzi erano stati conculcati soprattutto nel Centro-sud. Dunque nel momento in cui è caduto il regime di Saddam, la prima cosa è stata che gli sciiti hanno preso il potere. Per cui, tra gli alleati che avanzavano e facevano cadere il potere del regime e gli altri che non si sapeva come avrebbero reagito, regnava l’anarchia. Ogni giorno c’erano attentati, non militari ma da parte di chi cercava di prendere il potere o comunque trarre vantaggio per rubare. Fu un periodo di incendi enormi, di vittime: solo perché uno passava con una macchina gliela rubavano… C’era il caos, non si sapeva chi comandava, erano scomparsi i militari, i vigili, non c’era nessun tipo di autorità a controllare. Tutti ricordano i saccheggi dei ministeri, tranne di uno che fu subito presidiato: quello del petrolio. Ricordo bene come una delle cose più terribili fu il saccheggio dei musei, dove scomparvero migliaia di opere d’arte. Anche i militari americani le portavano via e infatti furono poi trovate nei loro zaini. Fu terribile pure l’incendio dell’immensa Biblioteca di Baghdad. Per 2-3 giorni ha piovuto cenere sulla città. È stato uno scempio inaccettabile: colpire pure le biblioteche significava colpire la storia, la vita di un popolo, oltre al fatto che tutta l’umanità viene privata di beni dal valore incalcolabile.
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Dopo i grandi tempi di San Giovanni Paolo II, che ci ha dato una visione di Chiesa universale capace di abbattere muri, e dopo Benedetto XVI, che ci ha parlato di Dio in modo profondo e accessibile, papa Francesco ha offerto una sintesi di queste due visioni. Credo che non si possa non proseguire su questa linea. Tuttavia, ogni Papa interpreta con originalità il mandato di Pietro, ascoltando i confratelli riuniti in Conclave, che portano le esperienze delle loro Chiese e culture. [...] Il nuovo pontefice dovrà rafforzare l'unità della Chiesa. Intensificare le relazioni ecumeniche e il dialogo interreligioso. E poi, c'è la metodologia: la Chiesa ha camminato su un binario di sinodalità, della collegialità e di valorizzazione delle conferenze episcopali. Credo che questa strada vada consolidata. Il nuovo papa è chiamato a camminare in mezzo al suo popolo, però tenendo presente le realtà di chi sta avanti, di chi sta dietro. E di chi sta a destra e a sinistra.