"Like all human beings, like me, like us, they wished for what they did not have. "I am alone and I want what I have not and what I shall never have." It is by this need that people live, and by this need that people die."

An aeroplane booms overhead. We follow its evolutions with our faces skyward, our necks twisted, our eyes watering at the piercing brightness of the sky. Lamuse declares to me, when we have brought our gaze back to earth, “Those machines ’ll never become practical, never.”

“How can you say that? Look at the progress they’ve made already, and the speed of it.”

“Yes, but they’ll stop there. They’ll never do any better, never.

In a state of war, one is always waiting. We have become waiting-machines. For the moment it is food we are waiting for. Then it will be the post. But each in its turn. When we have done with dinner we will think about the letters. After that, we shall set ourselves to wait for something else.

Quando si viene a sapere, o la si vede di persona, della morte di uno di quelli che facevano la guerra accanto a te e che vivevano esattamente alla tua stessa maniera, prima ancora di capire provi un colpo al cuore. È come se d’un tratto venissi a sapere che tu stesso sei stato annientato. Il dolore arriva solo dopo un po’.

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Labri non è felice. Il soldato a cui è assegnato lo stratta male: spesso lo picchia, ma perlopiù non lo degna nemmeno di uno sguardo. Sta quasi tutto il giorno alla catena. Ha freddo, è malato, ed è abbandonato a se stesso. Non vive, si limita ad esistere. Ogni tanto, quando c’è del movimento intorno a lui, spera di uscire: si alza, si stiracchia e scodinzola per far vedere che è pronto. Ma è un’illusione, e si riaccuccia con lo sguardo fisso oltre la sua scodella piena di cibo.
È stufo, disgustato da questa vitaccia. Anche se riuscirà a scampare ai proiettili e alle bombe ai quali è esposto quanto noi, finirà per morire qui. Fouillade stende la sua mano asciutta sulla testa del cane, e quello lo fissa di nuovo. I loro sguardi sono uguali. L’unica differenza è che uno viene dall’alto e uno dal basso.