Se vuole rispettare la Costituzione non deve chiudere i porti, ma le sedi di Casapound e impedire formazioni che fanno apologia di fascismo.
Italian trade unionist
Maurizio Landini (born 1961) is an Italian trade unionist. Since January 2019, he is the General Secretary of CGIL. He was also former general secretary of FIOM from 2010 to 2017. Landini is considered a socialist and is famous for his populist political style.
From: Wikiquote (CC BY-SA 4.0)
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Non abbiamo un altro strumento che non sia quello di chiedere alle persone di scendere in piazza con noi e di battersi [...] Io credo che sia arrivato il momento di una vera e propria rivolta sociale perché avanti così non si può più andare.
Noi vogliamo rivoltare come un guanto questo Paese e per farlo c'è bisogno della partecipazione di tutte le persone. La rivolta sociale, per noi, significa proprio dire che ognuno di noi non deve voltarsi da un'altra parte di fronte alle ingiustizie, anzi, deve passare l'idea che il problema mio è il problema di tutti e che solo mettendoci insieme possiamo cambiare questa situazione. È una giornata di mobilitazione come da tempo non si vedeva. Oggi inizia un percorso di mobilitazione per rivoltare come un guanto questo Paese [...] Mi sembra chiaro che c'è stato un tentativo esplicito di mettere in discussione questo diritto. Tra l'altro è in discussione in Parlamento un decreto, che viene chiamato decreto sicurezza, e noi chiediamo che sia ritirato, che vuole far diventare un reato lo sciopero, i blocchi stradali, l'occupazione delle fabbriche quando chiudono. È chiaro che siamo di fronte al tentativo serio di una svolta autoritaria che mette in discussione la libertà di esistere e la libertà delle persone.
L'assalto alla sede della Cgil è un atto di squadrismo fascista. Un vero e proprio attacco alla democrazia e a tutto il mondo del lavoro che intendiamo respingere con forza. Nessuno pensi di far tornare il nostro Paese al ventennio fascista.
Non esiste che nel nostro Paese qualcuno possa aprire uno striscione con scritto "onore a Benito Mussolini" e che nessuno intervenga. C'è copertura, connivenza, l'idea che si possano fare tranquillamente cose che vanno contro la nostra Costituzione.
Quella di Stefano Rodotà è una candidatura di alto profilo, in grado di rappresentare adeguatamente il Paese anche a livello europeo e internazionale. Il lavoro e i diritti che gli danno dignità, il valore della cittadinanza e i fondamenti della Costituzione sono da sempre parte rilevante della sua cultura.
Corriamo rischi di fascismo in Italia e abbiamo un governo che indica come massimo pericolo l'arrivo dei migranti, mentre sono di più i nostri ragazzi costretti a emigrare per trovare un lavoro.
(A 16 anni) Non c’erano più soldi e così sono andato in fabbrica a fare il saldatore. Il mio sogno? Giocare a pallone.
Il governo deve rispondere, siamo noi che paghiamo le tasse e che lavoriamo. La presidenza del Consiglio dica una parola invece di fare slogan del cazzo! Devono chiedere scusa, perché paghiamo le tasse anche per loro. Devono sapere che questo Paese esiste grazie alla gente che lavora.
Le ragioni storiche, politiche e partitiche che portarono alla divisione tra i sindacati italiani non esistono più. Oggi possiamo avviare un nuovo processo di unità tra Cgil, Cisl e Uil.