Ma quando vide che anche qui sulla Terra, nella città dove viveva, le storie e gli eventi, i movimenti e le intenzioni, si ripetevano tutti secondo un ordine, incominciò a girare tra i suoi compagni inconsciamente convinto che era assurdo cercare cambiamenti laddove non ce n’erano, e non bisognava far altro che eseguire senza sosta – come una goccia di pioggia che cade si stacca dalla nuvola – il compito assegnatoci.
13 Quotes Tagged: vita
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La mia opinione è che non hai bisogno né di me né di nessun altro per portare questa gioia nella tua vita. È semplicemente lì che ti aspetta, che aspetta di essere afferrata, e tutto quello che devi fare è tendere la mano per prenderla. L'unica persona con cui combatti è te stesso e la tua testardaggine a non lanciarti in nuove esperienze.
Alcuni dicono che la vita è solo un insieme di sventure; in altre parole, che la vita è una sventura; ma se la vita è una sventura, la morte deve essere sicuramente il contrario, cioè una fortuna, dato che la morte è l'opposto della vita. Questa conclusione sembrerebbe inevitabile. Ma coloro che parlano così sono sicuramente malati o poveri, fossero in buona salute, avessero la borsa ben fornita, l'allegria in cuore, delle Cecilie, delle Marine e la speranza di altre cose ancor migliori, allora cambierebbero sicuramente parere. Io li considero una razza di pessimisti che si alligna solo tra i filosofi spiantati e i teologhi bricconi e atrabiliari. Se il piacere esiste e lo si può godere solo da vivi, la vita è una fortuna.
Fu davvero una grande cosa per me, perché il tennis è uno sport così solitario ed essere in grado di giocare per qualcun altro, per qualcos'altro, per qualcosa più grande di te ma comunque in relazione con te, è un grande senso di soddisfazione... e per me giocare per il mio Paese e, ancor più importante, giocare per realizzare ciò che mio padre aveva sperato e che non era riuscito a realizzare nella sua esperienza olimpica... sentivo che stavo giocando per qualcosa più grande di me e l'avere lui lì era parte di questo.
…era alquanto facilitato nel sentire l’umana nullità rispetto al vertiginoso infinito della volta celeste, si muoveva libero nello spazio immenso e imperscrutabile come se quello fosse il suo vero mondo, in questo, prigioniero della sua libertà, non riusciva a trovare posto, soffocato dall’incommensurabile ristrettezza di tale “desolante aridità”…
La sofferenza è insita nella natura umana; ma non soffriamo mai, o almeno molto di rado, senza nutrire la speranza della guarigione; e la speranza è un piacere. Se talvolta l'uomo soffre senza speranza di guarire, la sicurezza matematica che l'esistenza finirà deve essere un piacere; perchè, nella peggiore delle ipotesi, la morte sarà un sonno pesante, durante il quale saremo consolati da sogni felici, oppure la perdita della conoscenza; ma quando godiamo, la riflessione che il nostro godimento sarà seguito dalla sofferenza non viene mai a turbarci. Il piacere, quindi, mentre ce lo procuriamo, è sempre puro; il dolore è sempre temperato.
[...]
L'uomo saggio, credetemi, non potrà mai essere completamente infelice; sono propenso a credere al mio amico Orazio, il quale afferma che il saggio è sempre felice: nisi quum pituita molesta est. Ma qual è il mortale che ha sempre il catarro?
Nel fisico era cresciuto, dimagrito, le tempie ormai cominciavano a ingrigirsi, ma per il bambino di allora, o per l’uomo di oggi, tutte le cose che servono su questa terra non significavano nulla, così come non aveva ancora imparato a conciliare il corso immutabile dell’universo di cui lui stesso era parte (una parte molto effimera) con la nozione filosofica del tempo che passa: in pratica non sapeva bene cosa fosse il futuro. Assisteva agli eventi umani che scorrevano lenti intorno a lui senza mostrare passioni o coinvolgimento personale, le sue effettive difficoltà intellettive erano sempre venate da una malinconica tristezza, perché nonostante gli sforzi, non riusciva a capire, e di conseguenza a vivere, come i cari amici che conosceva: il suo cervello, preda di un meravigliato stupore, era scollegato dalle normali faccende terrene (con terribile vergogna della madre, e massimo divertimento della gente locale), sembrava vivere nell’invulnerabilità di un istante eterno, come in una bolla di sapone che non sarebbe mai scoppiata.